Firenze

Alla scoperta delle Itale glorie

06/05/2016 Arrivare a Firenze e scoprire in ogni angolo racchiude la sintesi perfetta di Medioevo e Rinascimento

Ecco gli Esploratori della 3 D

Il duomo di Santa Maria del fiore

II Duomo che si visita oggi è il risultato di 170 anni di lavoro. La prima pietra della facciata venne posta l' 8 settembre 1296, su progetto di Arnolfo di Cambio. Subì numerose modifiche come l' ampliamento tra cui quelle operate da Francesco Talenti, capomastro a partire dalla metà del '300. Le cappelle radiali ad Est vennero ultimate nel primo '400 e la gigantesca cupola, progettata da Filippo Brunelleschi, venne costruita in appena 16 anni, dal 1418 al 1434, "structura si grande, erta sopra e cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e popoli toscani", come scrisse allora Leon Battista Alberti.

Porta paradiso

Dopo un breve soggiorno a Venezia, nel 1424, subito dopo la conclusione della porta nord del Battistero, Lorenzo Ghiberti fece ritorno a Firenze, dove gli venne affidato l’incarico di realizzare una nuova porta di bronzo, sempre per il Battistero. Anche questa porta, al pari dell’altra, ha avuto una lunga gestazione e realizzazione, durata ben 27 anni: fu infatti messa in opera solo nel 1452, quando il Ghiberti aveva ben 74 anni. Porta del Lorenzo Ghiberti, Porta del Paradiso, Battistero di Firenze, 1425-52 Dopo un breve soggiorno a Venezia, nel 1424, subito dopo la conclusione della porta nord del Battistero, Lorenzo Ghiberti fece ritorno a Firenze, dove gli venne affidato l’incarico di realizzare una nuova porta di bronzo, sempre per il Battistero. Anche questa porta, al pari dell’altra, ha avuto una lunga gestazione e realizzazione, durata ben 27 anni: fu infatti messa in opera solo nel 1452, quando il Ghiberti aveva ben 74 anni. Il programma stilistico iniziale non doveva essere molto differente dalle altre due porte. È facile immaginare che anche questa porta doveva contenere 28 riquadri, nei quali dovevano collocarsi Scene del Vecchio Testamento, secondo un piano iconografico predisposto dal letterato umanista Leonardo Bruni. Ma il Ghiberti, questa volta, impose una decisa svolta stilistica, progettando una porta con soli dieci grandi scene di formato quadrato. I dieci grandi riquadri sono collocati nei due battenti, cinque per parte: le due file verticali sono poi circondate da quattro cornici ciascuna, contenenti in tutto 24 piccole nicchie, nelle quali sono inserite dei personaggi biblici, alternate con 24 piccoli medaglioni dai quali sporgono dei busti (uno di questi si ritiene sia l’autoritratto del Ghiberti). Ognuno dei grandi pannelli quadrati raggruppa due o più storie, secondo una concezione di rappresentazione sincrona che, abbiamo visto, era molto utilizzata nel Duecento e Trecento. Ma in questi riquadri domina una visione spaziale unitaria, con molti particolari architettonici costruiti in prospettiva più o meno perfetta. Il Ghiberti mostrò così di saper aggiornare il suo stile sulle novità rinascimentali.

Alla base del campanile di Giotto

Piazza Santa Maria Novella Tra la facciata della chiesa omonima e lo spedale degli Innocenti di Brunelleschi

Lungarno presso Ponte vecchio

È nota come Tempio dell'Itale glorie per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati che racchiude.

Santa Croce

Affreschi di Giotto - la Cappella Peruzzi e la Cappella Bardi, entrambe decorate da Giotto tra il 1320 e il 1325.

Tomba di Nicolò Machiavelli

I chiostri e la Cappella Pazzi

La Cappella dei Pazzi è un capolavoro di Filippo Brunelleschi e di tutta l'architettura rinascimentale, mirabile esempio di armonia spaziale raggiunta in tutti i suoi elementi strutturali e decorativi. Tutto ciò rende Santa Croce un monumento simbolo della perfetta sintesi tra Medioevo e Rinascimento.

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